INGEGNERIA E GIORNALISMO: DAL MENABO' AL PRODOTTO FINITO
Benedetto Francesco

Benedetto Francesco

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Cagliari, 17 marzo 2013

BENEDETTO FRANCESCO

Da Benedetto XVI a Francesco I, la Chiesa ha individuato il suo nuovo condottiero. E l’Italia quando?

All’uscita della “Stanza del pianto” Angelo Roncalli, appena diventato Papa Giovanni XXIII, sembra che avesse sussurrato a chi gli stava vicino “ma io volevo essere un semplice prete di campagna”. E qualcuno che conosce da sempre Mario Bergoglio, da qualche giorno diventato Papa Francesco, sostiene che anche lui in gioventù avesse la stessa ambizione.

È stata copiosa in questi giorni la ricerca di similitudini tra Papa Giovanni e Papa Francesco, ma è innegabile che queste due figure abbiano molte caratteristiche in comune. Dalla grande semplicità alla grande umanità, dal modo di intendere il ruolo della Chiesa al modo di interpretare il ruolo del successore di Pietro. Ma, se è concesso l’azzardo, Francesco è ancora più “terreno” di Giovanni. Quel “Buonasera” con il quale ha salutato la folla di Piazza San Pietro e il mondo intero, ha conquistato da subito tutti. Credenti e non. Così come il definirsi semplicemente Vescovo di Roma, il saluto a Benedetto XVI, il vestito sobrio (senza ermellino), le scarpe nere (non rosse), la croce portata al collo (in bronzo e non in oro), l’addobbo floreale portato personalmente a Santa Maria Maggiore, il gesto di pagare l’albergo che l’ha ospitato nei giorni del Conclave, il rifiuto di sedere sul trono papale, la volontà di viaggiare su una “semplice berlina” e non sull’auto blu dello Stato Vaticano. Per non parlare del suo modo di deambulare, una camminata non tanto da alto prelato ma più da uomo di campagna, in perfetto stile Don Camillo.

L’auspicio è che a questa nuova forma di interpretare il ruolo di Vescovo di Roma, si accompagni anche una nuova sostanza nelle azioni politiche che il nuovo pontefice dovrà compiere nell’affrontare le grandi sfide che la Chiesa contemporanea ha di fronte: i cambiamenti della modernità, la crisi delle vocazioni, i gravi scandali che hanno investito i suoi uomini e le sue istituzioni.

Se il buon giorno si vede dal mattino, sembra che Francesco I abbia tutte le carte in regola per far virare la nave vaticana verso acque più tranquille. In questa difficile fase storica non sarebbe bastato né il progressista Scola né il conservatore Scherer, i grandi favoriti prima dell’Extra Homnes. Come sostengono molti esperti in materia, nella difficile situazione in cui versa la Chiesa cattolica, per la sua guida era opportuna questa figura di Papa “riformista” individuata nel seggio della Cappella Sistina dagli elettori cardinali. Ispirati, questa volta più che mai, a detta degli stessi esperti, dalla volontà dello Spirito Santo.

In un periodo storico così delicato (crisi economica, malaffare nelle istituzioni, incertezza sociale) ci voleva proprio una figura come quella di Papa Francesco. Il giusto riferimento per riportare le cose alla giusta dimensione, per rimodulare gli sprechi nella cosa pubblica (quelli delle istituzioni religiose e quelli delle istituzioni civiche), per cercare di riequilibrare la quotidianità dei privilegiati con quella dei comuni mortali.

Come chiusura di questa riflessione, mischiando peccaminosamente profano a sacro, una richiesta alquanto “terrena” allo Spirito Santo: quella di fare gli straordinari. Affinché la sua azione, dopo aver guidato l’operato dei cardinali dei Sacri Palazzi, possa guidare saggiamente anche i nuovi inquilini degli Onorevoli Palazzi, in modo che anch’essi possano presto individuare un condottiero in grado di portare la nave Italia in acque più sicure di quelle nelle quali sta attualmente pericolosamente galleggiando.

A.M.

2 Comments

    1. Antonello Musu

      Grazie Giacomo, sempre attento alle news del blog vedo. Il nuovo Papa meritava una riflessione, una figura di questo spessore ci mancava proprio, credo che continuerà a sorprenderci. Se tutto procede secondo protocollo, siamo a – 3 giorni dal prossimo sbarco ad Arzachena. Salutissimi

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