
Cagliari, 21 febbraio 2026
RICORRENZE
Quarant’anni fa – grazie all’iniziativa di alcune comitive locali e alla sensibilità dell’assessore alla Cultura di allora – nasceva il Carnevale samughese. Quello dei primi carri allegorici. Con le riproduzioni, più o meno fedeli, della nave Andrea Doria, di un aereo con ali pieghevoli (!) e delle auto di Topolinia (sperando di non dimenticarne alcuno). Seguirono negli anni lo Space Shuttle, l’ippopotamo Pippo (quello dei pannolini), il carro di Walt Disney e tanti altri bei carri di tanti altri bei gruppi di ragazzi pieni di entusiasmo. Alcuni di loro non più tra noi ma sempre con noi nella nostra mente e nel nostro cuore.
E negli stessi anni – assieme a quello ‘moderno’ – vedeva la luce il Carnevale tradizionale che sarebbe presto diventato il popolarissimo ‘A maimone’, autentica eccellenza della cultura locale e di recente inserito nel cartellone di eventi promosso dall’assessorato regionale al Turismo.
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Nella foto l’installazione nella piattaforma di decollo della copia nostrana dello Space Shuttle Challenger (in scala 1:14) e i figuranti protagonisti della missione spaziale immediatamente prima del ‘decollo’ (1987, seconda edizione del Carnevale).
Su gentile richiesta di chi scrive, il nominativo del fornitore dei fumogeni colorati da utilizzare per simulare la partenza dell’aviogetto spaziale, venne indicato niente poco di meno che dal grande Mario Sardara noto Marius (proprio lui, il comandante in capo dei tifosi del Casteddu di allora) che, previo appuntamento, mi diede udienza nel suo regno di viale Trento.
Fumogeni che, a causa di un errato posizionamento, una volta accesi riempirono di fumo la navicella con gli astronauti all’interno. I cinque temerari rischiarono prima l’asfissia e poi – causa un principio d’incendio – la cremazione in diretta su pubblica piazza.
Era ancora vivo il ricordo del drammatico incidente di Cape Canaveral avvenuto l’anno prima, a momenti oltre alla riproduzione della navicella si rischiò di replicare anche la tragedia.
A.M.