
Cagliari,17 ottobre 2026
GINO MURGIA 1913-1998
All’anagrafe Igino Raimondo Raffaele, padre di Pietro e Paolo, marito di Dolores Gioconda Veneranda.
Il secondo da sinistra, nell’immagine d’epoca pubblicata da L’Unione Sarda, in divisa da pugile prima della partenza per i campionati italiani di Bari del 1935.
Uomo coraggioso e temerario. Da vigile del fuoco del Comando di Cagliari spense da solo un incendio scoppiato in una miniera dell’Iglesiente salvando molte vite umane. Gesto eroico premiato con tanto di medaglia d’oro griffata Ministero dell’Interno.
Nonno affettuosissimo con nipoti diretti e affini. Mi volle bene a prescindere, già prima di conoscermi. Quando sapeva appena nome e provenienza.
Indimenticata e indimenticabile la sua arrabbiatura (con doppia zeta) quando il professore di tesi, a poco più di una settimana dal Gran Giorno, mi disse che il lavoro fatto fino ad allora – una simulazione del progetto sul Museo del tappetto a Samugheo – andava impostato (!) diversamente. Dopo quasi due anni dal suo inizio. Mah …
“Quello st…o!” ripeteva all’unisono in stretto accento cagliaritano, se possibile più arrabbiato di me. Potendo avrebbe indossato nuovamente i guantoni per andare a casa del docente di cui sopra e suonargliele di santa ragione.
Mio padre e mia madre – che lui adorò sin dal primo momento – l’hanno sempre ricordato affettuosamente anche per quell’episodio.
Gino Murgia fu Pietro. Campione sardo di pugilato e vigile del fuoco. Nonno paterno di mia moglie.
A. M.