Cosa ci siamo persi

Cosa ci siamo persi

Cagliari, 8 marzo 2026

COSA CI SIAMO PERSI

Da quando il calcio, quello italiano in primis, è diventato Cosa brutta si è aperto un Mondo nuovo. Fino a qualche anno fa il pianeta pallonaro occupava buona parte del tempo libero dedicato allo sport guardato. Giusto qualche finestra aperta – quasi un tradimento – verso tennis e ciclismo: match del Grande Slam e grandi gare a tappe soprattutto.

Troppe partite, troppi stranieri, troppa velocità, troppi infortuni, troppi fondi proprietari dei club, troppe maglie di dubbio gusto, troppe urla in telecronaca. Troppo brutto gioco. Divorzio inevitabile, a tempo indeterminato, per molti appassionati (in costante aumento).

E così, grazie al tempo liberato dal calcio, a ciclismo e tennis si sono aggiunti gli sport cosiddetti ‘minori’: sci e sport invernali, pallavolo, atletica, vela. Abbiamo imparato a conoscere Federica Brignone, Lindsey Vonn, Sofia Goggia, Laura Pirovano, Roberta Melesi. Atlete straordinarie e coraggiose, autentiche schegge a 130 all’ora. Belle ed eleganti. Alcune di loro potrebbero sfilare in passerella senza sfigurare. E la stella nascente dello sci alpino al maschile Giovanni Franzoni.

Per non parlare di Alessia Orro, Paola Egonu e Anna Danesi. Gianmarco Tamberi, Lorenzo Patta e Larissa Iapichino. Ineos Britannia, Luna Rossa e … Max Sirena.

E dell’Olimpiade di Milano Cortina. Con slittino e bob, snowboard e pattinaggio, biathon e salto con gli sci. E l’affascinate curling di Mosaner e Costantini. Che bella!

E a maggio – con la benezione di Sant’Efisio – i preliminari dell’America’s Cup a chilometro zero (Golfo degli Angeli) in quel di Cagliari. Binocoli e cannocchiali sono già tirati a lucido.

Cosa ci siamo persi in passato. E se in futuro fosse il calcio a diventare sport minore?

A.M.