INGEGNERIA E GIORNALISMO: DAL MENABO' AL PRODOTTO FINITO
Maria Tatti 1890 – 1986

Maria Tatti 1890 – 1986

Oristano, 2 ottobre 2022

MARIA TATTI 1890 – 1986

Alias Mammai Tatti. Conosciuta fino all’età di 20 anni quando con infinita dolcezza e discrezione cercava di avere notizie sulla vita sentimentale del nipote e su cosa potesse essere ‘questa’ Ingegneria che avevo appena iniziato a studiare.

            Da bambino la sua casa era tante cose: il vino bianco con zucchero (la frazione di una pinta) somministrato clandestinamente, s’istrina (in monete o banconote del vecchio conio), la cura con medicine tradizionali (acqua e grano) per allontanare malocchi e spaventi, il parcheggio temporaneo dei doni (custoditi in candide buste bianche) che Babbo Natale e Befana avrebbero prelevato al momento opportuno per essere collocati notte tempo sotto l’abete natalizio. Ma soprattutto approdo e riparo sicuro dopo aver combinato quelle azioni ‘fuori norma’ non gradite a mamma e babbu.

Misteriosa e indimenticabile la figura ‘ieratica’ che assumeva nell’orto fissando un punto all’infinito, al riparo da occhi indiscreti, stando in piedi immobile e di tutto punto vestita.

Donna di straordinaria saggezza, equilibrio e bonomia, virtù trasmesse paro paro ai figli più predisposti per accoglierle, assieme all’espressione del suo volto e alla luce rassicurante del suo sguardo. Capace di cogliere, sottolineare e dare peso sempre all’aspetto positivo di fatti e accadimenti. Fine ‘diplomatica’ capace di trasmettere pace e raziocinio ai contendenti più tignosi, a volte recidivanti.

            Un modello di donna. La sua presenza viene in mente sempre, soprattutto ultimamente. Ce ne fossero di più di questi tempi, uniformemente distribuite nell’universo mondo.

Mammai (nonna) Tatti. Madre di mio padre.

A. M.

 

 

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