Cagliari, 2 novembre 2021

CONSUOCERI

Uno dei suoi momenti conviviali preferiti, soprattutto dopo un lauto pranzo. La chiacchierata con il consuocero. Un dialogare pacato, “multidisciplinare”, rigorosamente bilingue.

Il ragioniere e il contadino, il cittadino e il paesano, il democristiano e il comunista (nella Prima e nella Seconda Repubblica).

Così diversi, così uguali. Stessi valori di riferimento: il rispetto per il prossimo (un muro invalicabile), la condotta di vita all’insegna della rettitudine (nel lavoro e nella quotidianità), l’amore per la famiglia (prima di tutto), l’impegno per la parola data (un atto notarile).

Stesse passioni nel tempo libero: la lettura, l’informazione quotidiana, lo sport (su Casteddu e la boxe), la matematica.

E alla fine della discussione, dopo aver affrontato tutti i punti all’ordine del giorno spaziando dai fatti di cronaca al calcio, dalla religione alla politica, sciolta la seduta e gratificato dal piacere della conversazione con un interlocutore di valore, la frase rituale: “Antonè … ma signor Piero est omine chi tenede cultura forte!“.

Sette anni fa, scegliendo in modo scientifico il giorno canonico (!), ci lasciava mio padre. Da lassù continua a indicarci la diritta via. Come se fosse ancora qui.

A.M.

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