Cagliari, 15 luglio 2022

COMPAGNI DI SCUOLA

Alla mensa universitaria il pane si prendeva in un curioso contenitore color panna a forma di cubo, alto più di noi. Quel giorno arrivammo quasi fuori tempo massimo e pane non ce n’era quasi più. Davide, grazie alla sua altezza e con fare più stralunato che mai, posò la sua pila di libri in cima al contenitore convinto di trovare chissà quale ripiano. I pesanti volumi precipitarono verso il fondo, nel vuoto che fece da cassa di risonanza. Il frastuono riecheggiò in tutta la mensa. Tutti a ridere studenti e personale. Noi più di tutti gli altri.

Da quel giorno non ci siamo più visti, ognuno impegnato a percorrere la propria strada, inghiottito dalla sua quotidianità. Quando è giunta la notizia della scomparsa nella zona del porto e i giorni passavano invano, la speranza è che fosse saltato su una nave per raggiungere una meta lontana. Giusto un’illusione.

            Sono lontanissimi gli anni alle industriali di Oristano, dove lo conoscemmo. Gli anni migliori, anche se non lo sapevamo. Eppure quegli anni di vita comunitaria con la condivisione delle difficoltà scolastiche, dei rapporti con colleghi e professori, dell’esame di maturità, hanno fatto maturare un rapporto speciale che la gita a Torino e Roma (a visitare gli hangar dell’allora Alitalia) saldò ancora di più. Forse perché per molti di noi fu l’occasione per saltare finalmente il mare (a bordo dell’ancora Tirrenia). 

Un rapporto magico, simile a quella originale forma di parentela, la coetaneità, che si vive nei nostri paesi con quelli nati nello stesso anno. Ci si può anche perdere di vista, o non rivedersi più, ma quel sentimento straordinariamente profondo permane vita natural durante.

            Davide era un carissimo ragazzo, uno spilungone alto e magro. Parlava bene l’inglese e giocava bene a pallacanestro. Timido e riservato ma depositario di un umorismo tutto suo. Che a lungo andare ci conquistò tutti. Alcune macchine utensili presenti nelle officine e griffate “Sio” lui le ribattezzò “Teresa De Sio”. Giusto un esempio del suo vasto repertorio.

            Speravamo di rivederti alle ultime reunion, assieme a tutti gli altri, a rimembrare quel passato spensierato e responsabile allo stesso tempo, comune e caro a noi tutti. Non abbiamo avuto questo piacere.

Tra gli altri ad accoglierti lassù avrai trovato Antonio, anche lui volato via troppo presto. Anche lui andato via da solo, come te in compagnia dell’inseparabile bicicletta. Salutalo da parte nostra.

Io ti saluto così, a modo mio … troppa sofferenza i funerali … e cercando di cogliere il pensiero di noi tutti.

Adiosu Davide.    

A.M.

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