Bentornato Karim (Rewind Post 1 ottobre 2011)

Bentornato Karim (Rewind Post 1 ottobre 2011)

Cagliari, 8 febbraio 2025

BENTORNATO KARIM

Ho la fortuna di frequentare la Gallura ormai da un ventennio. Si trova lì l’eremo nel quale mi rifugio per resettare il corpo e lo spirito dalle fatiche quotidiane. La “mia” Gallura inizia ad Arzachena e finisce poco più in là di Cannigione. Ma in tutti questi anni ho imparato ad amarla tutta, Costa Smeralda compresa. Dal suo paesaggio alla sua gente.

La Gallura è uno dei rari esempi sardi dove la bellezza naturale è diventata risorsa economica. L’esempio più evidente di turismo eco-sostenibile. Un processo di trasformazione socio-economico iniziato nel lontano 1962 grazie all’intuizione imprenditoriale di Karim Aga Khan, il principe ismailita che si innamorò di quei luoghi appena vi mise piede. E grazie alla competenza di alcuni tra i più grandi architetti e urbanisti del mondo trasformò quelle terre, fino ad allora utilizzate per pascolare le capre, in un luogo da sogno. Da allora meta dei personaggi più importanti del mondo: sovrani, capi di stato, esponenti dell’alta finanza, star del cinema e dello spettacolo, campionissimi dello sport, stilisti.

La gente di Gallura, ben predisposta geneticamente, accolse favorevolmente l’arrivo del principe imprenditore. Capì da subito che si stava presentando un’opportunità rara quanto inaspettata. E non sbagliò. Negli anni molti dei suoi abitanti si ritrovarono a fare mestieri sconosciuti fino a qualche tempo prima: contadini che diventavano giardinieri in ville lussuose, semplici autisti che si trasformavano in tassisti di personaggi famosi. Alcuni tra gli attuali responsabili delle più importanti strutture ricettive sono indigeni. Figli di genitori che in quelle strutture hanno lavorato come camerieri e lavapiatti. Sono nate attività prima inesistenti: agenzie di viaggio, immobiliari e di investigazione, noleggiatori di automobili e di natanti, amministrazioni di condomini.

Tzia Beneriosa aveva un negozio di frutta e verdura. Capì che i tempi erano cambiati quando un bel giorno oltre ai suoi abituali clienti si presentò a fare la spesa anche Virna Lisi. E così anche i falegnami, muratori, calzolai, macellai e i titolari di altre attività si ritrovarono improvvisamente a vendere i loro prodotti e i loro servizi a clienti con ben altra capacità di spesa, che capitavano lì da ogni parte del mondo.

Tutto questo ha avuto il suo ‘epicentro’ a Porto Cervo e dintorni. Ma da Porto Rotondo a Santa Teresa di Gallura, da Aggius a San Pantaleo, magari con contorni più sfumati, si può notare riprodotto il modello ‘scolastico’ smeraldino. Nel modo di costruire, nella cultura del bello, nella qualità dei servizi, nel dna della gente.

Grazie a tutto questo l’Aga Khan per la gente di Gallura è solo e soltanto Il Principe. Gli hanno perfino intitolato una delle spiagge più incantevoli della Costa: la Spiaggia del Principe. Ma quando non ci sarà più, speriamo tra molti e molti anni, sono pronti a elevarlo ‘patrono di Gallura’.

La politica di allora, erano i primi anni ’60, sia quella regionale che locale facilitò e favorì quell’originale modello di pianificazione territoriale. Affiancò e sostenne il principe imprenditore in tutte le sue iniziative. Come dovrebbe sempre fare la politica seria. Dandogli regole per trasformare il paesaggio rispettandolo, ma mettendolo in condizione di fare. Di fare economia, di creare sviluppo.

Questo processo si interruppe alla fine degli anni ’90. Nel periodo in cui Aga Khan presentò il famoso Master Plan alla politica di quegli anni. Politica che rispose decidendo di non decidere. Ogni volta che si doveva pronunciare per dire sì o no alla proposta di accordo di programma, cadeva la giunta regionale. Una telenovela durata un paio d’anni. Al silenzio assordante della politica l’imprenditore contrappose il suo. Ancora più assordante. E senza proferire verbo (non si ricorda nessuna dichiarazione pubblica) decise di lasciare l’isola per la Costa Azzurra, in Francia, dove trovò interlocutori più svegli ai quali proporre i progetti che avrebbe voluto realizzare in Sardegna. Le strutture turistiche più belle della Costa Smeralda, i terreni nei quali si sarebbe dovuto replicare il modello originario vennero venduti prima agli americani della Starwood poi al finanziare libanese Tom Barrack. Anche quest’ultimo in via di sfiancamento a causa di decreti salva coste, tasse sul lusso e ‘genialate’ di tal fatta.

L’attuale amministrazione regionale ha di recente incontrato l’imprenditore ismailita. Sembra che la Sfirs, la finanziaria regionale, entrerà in Meridiana per contribuire a risolvere la delicata situazione economica. Questo finora l’unico risultato concreto del vertice a Villa Devoto. Per il resto Karim stesso ha dichiarato: “Rispetto al passato vedo con piacere che si vuole riconoscere al settore turistico la possibilità di contribuire maggiormente allo sviluppo della Sardegna. I problemi li conosciamo: difficoltà di accesso, stagionalità e mancanza di formazione negli operatori. Nell’Isola ci sono zone dove si può replicare la Costa Smeralda. C’è molto da fare. Se si vuole dialogare con me sono a disposizione”. Meglio di così!

Speriamo che gli attuali amministratori vadano oltre l’omaggio della berritta fatto a l’Aga Khan nel recente incontro cagliaritano. Che come i predecessori di mezzo secolo fa lo sostengano nell’attuazione dei suoi progetti. Dandogli le linee guida e le istruzioni per l’uso nell’attuazione di nuovi progetti di sviluppo socio-economico. Lo sappiamo benissimo: quando la politica vuole, può.

Il Principe è tornato. Cerchiamo di non farlo scappare di nuovo.

A. M.